USA 2008/ EDWARDS SI FA DA PARTE, "STORIA FACCIA SUO CORSO"

giovedì 31 gennaio 2008 04:58

New York, 30 gen. (Apcom) - La corsa alla nomination democratica per la Casa Bianca dell'ex senatore della Carolina del Nord John Edwards si è conclusa 13 mesi dopo essere iniziata. Stesso scenario, New Orleans, clima decisamente diverso, nonostante le parole rassicuranti e il sorriso di circostanza. "E' tempo per me di farmi da parte, in modo che la storia possa fare il suo corso", ha detto l'ex senatore, lasciando il campo ai due rivali: l'ex first lady Hillary Clinton e il senatore dell'Illinois Barack Obama.

Per Edwards è la seconda sconfitta. Già nel 2004 corse per la nomination e dovette cederla al senatore del Massachusetts John Kerry, che poi lo scelse come vicepresidente. I due furono battuti dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush e Dick Cheney. Dopo otto anni di presidenza repubblicana Edwards si è detto convinto che "con le nostre convinzioni e un po' di spina dorsale i democratici si riprenderanno la Casa Bianca a novembre".

Edwards, che non ha dato il suo appoggio a nessuno degli altri due contendenti, ha però sottolineato che "sia Clinton sia Obama si sono impegnati a fare della lotta alla povertà un punto centrale della loro campagna elettorale, una questione che mi sta molto a cuore", ha detto parlando a un piccolo gruppo di sostenitori. Immediati commenti dei due rivali, che corteggiano ora l'ex senatore affinché dia un aperto sostegno. "Edwards ha concluso la sua campagna elettorale come l'aveva iniziata, parlando a persone che troppo spesso sono dimenticate", ha detto Clinton. Obama invece ha fatto riferimento anche a Elizabeth, moglie di Edwards e sua ardente sostenitrice, dicendo che "ha sempre creduto nel fatto che due persone possano diventare una e che il paese possa muoversi attorno a questo comune obiettivo".

Proprio Elizabeth, insieme ai tre figli Cate, Emma Claire e Jack, era alle spalle del marito, pronta a sostenerlo per l'ennesima volta. Nel marzo scorso l'ex senatore aveva deciso di continuare la campagna elettorale anche quando a sua moglie era stato diagnosticato il ritorno del cancro al seno che credeva di avere sconfitto. La decisione aveva sollevato polemiche sulla sua capacità di assolvere contemporaneamente i propri doveri pubblici e familiari, ma Elizabeth si era schierata dalla sua parte e ne aveva sostenuto la scelta, sottolineando che essere malati di cancro non significa dovere abbandonare la voglia di vivere e le proprie consuete occupazioni.

L'impatto della decisione di Edwards si farà sentire in meno di una settimana, durante il "super tuesday", il 5 febbraio, quando gli elettori democratici voteranno in 22 stati e saranno assegnati 1.681 delegati. Secondo i sondaggi, quattro su dieci dei sostenitori dell'ex senatore opterebbero per Clinton come seconda scelta, mentre la maggior parte dei 58 delegati conquistati da Edwards saranno liberi di scegliere tra Obama e Clinton.

L'ex senatore ha puntato su idee politiche progressiste, è stato per esempio il primo a proporre un piano per l'assistenza sanitaria per tutti i cittadini ed è stato il primo a chiedere al Congresso di limitare gli stanziamenti per la guerra in Iraq. Edwards, con una brillante carriere come avvocato alle spalle, si è imposto sulla scena politica dopo un solo mandato come senatore della Carolina del Nord. Nel 2000, dopo soli due anni in senato, entrò nella lista ristretta di possibili candidati alla vicepresidenza con Al Gore.

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