USA 2008/ IN RISTORANTE HAVANA, FOTO MCCAIN PRIGIONIERO DI GUERRA

mercoledì 12 marzo 2008 05:17

New York, 11 mar. (Apcom) - In un piccolo ristorante nel cuore dell'Havana, tra cimeli della rivoluzione e la foto autografata di Che Guevara, è appesa in bella mostra una pagina di giornale ingiallita che riporta la foto di un giovane John McCain e un'intervista rilasciata quando era prigioniero di guerra in Vietnam. Come riportato dal Washington Post, il locale è quello dello psicologo cubano Fernando Barral, e l'articolo è firmato da lui stesso, all'epoca giornalista per il quotidiano ufficiale del partito comunista cubano, il Granma. Per anni lo ha tenuto in un cassetto, ma dopo aver letto che McCain è diventato il candidato ufficiale del partito repubblicano per le presidenziali, Barral ha deciso di esporlo. "Un testamento del passato e dell'antico sentimento anti-americano che ancora si respira all'Havana" scrive il quotidiano.

I due si incontrarono ad Hanoi nel 1970 ed entrambi hanno dato resoconti analoghi dell'episodio. Nella sua biografia "Faith of My Fathers", McCain ha descritto Barall come "un propagandista cubano, mascherato da psicologo spagnolo e in veste di giornalista part-time", che deve sicuramente averlo considerato "uno psicopatico". Barall tuttavia ha negato di essere mai giunto a quella conclusione. Suo nonno era un anarchico spagnolo e suo padre un socialista, ucciso nella guerra civile spagnola. Barall si trasferì in Argentina con la madre a 11 anni e lì divenne amico del giovane Che Guevara. Cacciato da Cuba per il suo attivismo a favore del comunismo, si recò a Cuba nel 1959, poco dopo la presa del potere di Castro. Nel 1967 si aggiudicò un premio letterario con uno scritto sull'"attitudine rivoluzionaria", e gli fu assegnato un viaggio di 40 giorni nel nord del Vietnam, per "una ricerca scientifica" su come i nord vietnamiti erano in grado di resistere alle forze americane.

L'intervista con McCain si svolse nell'ufficioper le relazioni culturali di Hanoi e durò circa 45 minuti, ricorda Barall. Il senatore fu scortato dalla tristemente famosa prigione detta "Hanoi Hilton", dove i prigionieri americani venivano torturati, e arrivò camminando con l'aiuto di un bastone, a causa delle numerose fratture riportate. Secondo il resoconto di Barall, McCain parlò molto di sé stesso, delle sue aspirazioni, la sua famiglia e l'abbattimento del suo aereo militare. Lamentò che se non fosse stato catturato, sarebbe diventato ammiraglio ad un'età più giovane di suo padre. "Aveva un grande ego" ricorda il giornalista. Il senatore gli chiese anche di portare un messaggio a sua moglie, all'epoca Carol McCain. "Dille che sto bene e che non deve preoccuparsi per me".

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